Martedì, 13 Novembre 2018

C Crudele d’amor

gesualdo_large Crudele d'amor

Crudele d'amor

drammaturgia: Stefania Bruno
regia: Luca Gatta
con: Luca Gatta, Angela Dionisia Severino, Paola Maria Cacace, Valentina Martiniello, Salvatore Valentino
musiche: Gian Mario Conti
consulenza vocale: Francesca Della Monica
assistente alla regia: Tiziana Sellato
costumi: Daniela Salernitano per Capiunici
scene: Mauro Rea
disegno luci: Associazione Teatrale Aisthesis

L’azione si svolge in un’aula di tribunale dove, all’indomani dell’omicidio di Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa, viene istruito il processo contro un unico imputato: Carlo Gesualdo, principe di Venosa, marito di Maria. La scena è a pianta centrale, sul modello del teatro elisabettiano, e il pubblico disposto in maniera circolare intorno alla scena svolgerà il ruolo di giuria, assistendo all’alternarsi dei personaggi e a quello delle scene. L’azione inizia con l’istruttoria guidata dal Maestro d’atti Giovan Domenico Micena e con le testimonianze dei servi di Gesualdo: Silvia Albana e Pietro Bardotto – estratti dalla reale istruttoria – ma con l’allargarsi della rappresentazione altri testimoni e altri personaggi – i famigerati fratelli Corona, Antonio Masucci, Torquato Tasso e tutti coloro che negli anni hanno rievocato la vicenda nei loro scritti, modificandola a loro uso e consumo e contribuendo a creare la leggenda nera di Gesualdo che ancora si racconta a Napoli – saliranno sul palco fino a rendere il racconto polifonico, come i madrigali gesualdiani. Mentre i testimoni si avvicendano raccontando ciascuno la propria versione dei fatti, i protagonisti rivivranno la storia del tragico amore, dal matrimonio felice di Gesualdo e Maria, di cui alcune testimonianze sono custodite dall’Archivio Storico del Banco di Napoli, all’incontro con Carafa, fino al tradimento col suo esito fatale, diventando sempre più immateriali, rivelandosi nel finale come fantasmi della coscienza martoriata di Gesualdo, che, da grande madrigalista, orchestra alla perfezione la tragedia della sua vita, per sciogliersi, infine, nella sostanza della musica, trascinando tutti con sé.

Lo spettacolo è nato all’interno del progetto Scene d’archivio ed è tratto dai documenti originali conservati all’interno dell’Archivio di Stato di Napoli e dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Fondamentali sono stati gli atti dell’inchiesta immediatamente successivi all’omicidio d’Avalos-Carafa, ma lo spettacolo nasce anche come studio su una specifica forma letteraria-musicale: il madrigale.

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Teatro San Ferdinando
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Napoli
Odin Teatret, regia: Eugenio Barba, con: Roberta Carreri e Jan Ferslev