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Venerdì, 27 Novembre 2020

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Gli abitanti di Sfessania: laboratorio di Commedia dell'Arte

Laboratorio di Commedia dell’Arte
condotto da Luca Gatta

La Commedia dell’Arte è una tradizione italiana conosciuta in tutto il mondo, a tal punto che alcune maschere sono diventate patrimonio dell’umanità.

Pulcinella, per citarne una, ha ispirato Mr Punch in Inghilterra, Petruska in Russia e Karagöz in Turchia. Ma la Commedia dell’Arte non è semplicemente un genere del teatro occidentale, bensì una vera e propria scuola dell’attore, un insieme di codici che ci aiutano non solo a intraprendere l’artigianato teatrale ma anche ad aprire nuove strade per la ricerca attoriale.

L’Associazione Aisthesis, in collaborazione con Coop En Kai Pan e AvaNposto Numero Zero, propone per l’annualità 2018 otto studi sulla Commedia dell’Arte e sugli otto archetipi che sono alla base dei ruoli e delle maschere principali.

Durante il corso saranno ricostruite posture, movimenti e partiture che compongono il bios dei tipi fissi della Commedia.

Partendo da un training di base i cui elementi costitutivi sono: lo studio sul neutro, la scomposizione, i colpi di maschera, le onde (estroversa, introversa), le scale, gli elementi di Hata Yoga, si arriverà a un training specifico per ogni personaggio indirizzato a incarnare e far “risuonare” l’archetipo. Il corso sarà storico e antropologico insieme: si partirà dalle prime maschere che sono comparse sulla scena italiana per arrivare a personaggi più recenti ma anche più complessi.

Obiettivi

Il corso costituisce un percorso di conoscenza di un’arte antica e delle possibilità espressive del proprio corpo e della propria voce. Lo studio sugli archetipi della Commedia dell’Arte, ci spinge a forzare i nostri limiti espressivi amplificando il processo creativo attraverso un raffinamento dei nostri sensi.

Programma di lavoro

Zanni: ovvero la commedia della fame

La fame dello Zanni è ormai celebre in tutto il mondo grazie al genio di Dario Fo e le incisioni del XVI/ XVII secolo ce lo confermano. Il nostro caro Zanni, cioè Gianni, rozzo abitante delle montagne bergamasche, viene rappresentato, infatti, con il bacino protratto in avanti, segno dell'esasperazione di tutti gli appetiti sia quelli viscerali sia quelli sessuali. Per raggiungere la postura bassotta e tracagnotta dello Zanni partiremo dagli studi sulle danze del sud Italia e di quelle africane. Attraverso elementi di mimo, quindi, andremo a lavorare sulle cerniere che determinano le posture tipiche dello Zanni.

Pantalone: Ovvero la poesia della vecchiezza

Pantalone è uno dei caratteri più comici: alla sua decadenza da vecchio Matusalemme fa da contraltare una vitalità esuberante che esprime nei confronti delle donne e dei denari. È il carattere più doppio in assoluto: se da un lato viene rappresentato con il bacino spinto in avanti - segno come in Zanni dell'appetito sessuale - dall'altro ha il torace completamente accartocciato in una gobba come se volesse nascondere qualcosa. Anche per questo carattere lavoreremo sulle danze del sud Italia, la danza africana e il mimo.

Arlecchino: ovvero il servitore di Belzebù

Come il suo compare Pulcinella, anche l’indiavolato Arlecchino è una marionetta, la sua postura da satiro espressa nei suoi arti arcuati, la zoppìa del passo a tre tempi e il bacino rivoltato all’indietro sono tratti distintivi di un eterno fanciullo felice e scansafatiche. Arlecchino è una specie di pinocchietto giunto direttamente dall’inferno, i suoi movimenti sono scattosi e veloci, perciò accanto alle danze del sud Italia e la danza africana troveremo elementi di Topeng Balinese, una forma pantomimica indonesiana che prende origine da antichi rituali.

Nobili e amorosi: ovvero danzatori e poeti

Con la sua postura a cavaturacciolo, completamente avvitata su se stessa, l’Innamorato è in assoluto il carattere più comico e grottesco. Se i servi sono i motori dell’azione, i nobili sono coloro che subiscono l’azione, perché vittime dell’orchestrazione insensata dei Pulcinella e degli Arlecchini. Sono gli eterni disperati, seduttori o attaccabrighe, sempre pronti a dolersi o duellare. La loro pantomima è complessa, danza, mimo e arti marziali si fondono con lo studio sulle camminate di base del teatro Noh giapponese, volte a rafforzare la base (gambe e braccia) di questo carattere per raggiungere l’estrema flessibilità del busto.

Capitano: ovvero lo spaccone vigliacco

Uno spaccone può essere in realtà un coniglio, anzi forse in ogni spaccone si nasconde un coniglio. Il Capitano nelle incisioni di Callot non viene mai rappresentato nel suo momento di gloria ma proprio in quello di maggiore pavidità: le gambe sono piegate e tremanti, il bacino e protratto tutto indietro e il busto è piegato in avanti. Questa sarà la postura di base da cui partire, e a cui arrivare, pertanto scomporremo le cerniere del nostro corpo attraverso un’azione mimica per poi ricomporlo per giungere alle posture gloriose del Capitano. Le danze del sud e la danza africana cederanno il posto all'allenamento praticato nell'Opera Cinese e del Teatro Noh giapponese per recuperare la marzialità di questo carattere.

Balanzone: ovvero la sapiente ignoranza

Come tutti i sapienti vanagloriosi che mettono in mostra la loro falsa scienza, anche il dottor Balanzone finisce per credere alle sue fandonie. La sua tronfiaggine non è solo esteriore ma anche interiore, pertanto per raggiungere questa dimensione da pallone gonfiato bisogna dilatare il proprio corpo nello spazio attraverso un lavoro di estroflessione del busto che rimarrà cristallizzato in una postura che ricorda i galli da combattimento, lasciando, così, le braccia e le gambe libere di danzare ogni sorta di ballo. Le danze balcaniche, il mimo e il Topeng Balinese saranno gli strumenti per incarnare il nostro archetipo.

Pulcinella: ovvero uno sciamano malinconico

Pulcinella incarna le caratteristiche di un popolo, è, pertanto, il carattere più etnico della Commedia dell’Arte. La sua maschera è nera, la gobba lo rende il rappresentante degli ultimi, ma è anche il suo utero, le incisioni lo ritraggono mentre riproduce per partenogenesi tanti pulcinellini uguali a lui. Ha la forma di un uccellaccio da cortile e lui stesso dichiara di essere nato da un uovo. La pantomima di Pulcinella è in assoluto la più faticosa sia per forza che per coordinazione e soprattutto per espressione, possiamo dire che questo archetipo impegna tutto l’essere dell’attore. È in perenne stato di sonnambulismo e la realtà che vive è sempre alterata. Presenta diverse camminate e posture che lo legano ai sud del mondo: è un ballerino, un battente, un sognatore che costantemente parla a un altrove che nella maggior parte dei casi è la luna. La sua postura col bacino proteso in avanti e la gobba esasperatamente distesa all’indietro è sostenuta da un continuo sgambettamento. Mimo, tarantelle, Opera Cinese, biomeccanica e danza africana si fondono per dare vita al più performativo degli archetipi.

Servetta: ovvero l'attrazione della commedia

Davvero la servetta è l’attrazione della Commedia dell’Arte, con la sua carica erotica è il personaggio che sfonda la quarta parete e unisce palco e platea. Con il suo continuo ammiccare fisico e verbale costituisce un carattere che è il “doppio” di Arlecchino e Pulcinella. La sua camminata è modulata sul ritmo della tarantella calabrese, mentre la sua pantomima è caratterizzata da continue fruste, scale e scomposizioni riprese dal mimo e dalla danza africana.

INFORMAZIONI GENERALI

Il laboratorio si terrà tutti i martedì e giovedì dalle 19.00 alle 22.00 a partire dal 16 gennaio 2018 presso AvaNposto Numero Zero, Via Sedile di Porto 55, Napoli.

Il corso è rivolto ad attori professionisti, allievi attori di scuole di teatro e attori amatoriali interessati ad affrontare un viaggio alla scoperta della nostra antica tradizionale teatrale e a lavorare con il corpo.

Per costi e adesioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | 339 62 35 295

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