Lunedì, 17 Dicembre 2018

S Scrittura

type-1161949_6401_large En Kai Pan | testi con le ruote

Testi con le ruote

Laboratorio di scrittura drammaturgica
Condotto da Stefania Bruno

 

Scrivere per il teatro può sembrare, ad una prima valutazione, un’attività ingrata. Quando il sipario cala sull’ultimo atto di uno spettacolo difficilmente l’autore viene chiamato a ricevere gli applausi insieme alla compagnia. Ma non si tratta d’ingratitudine: è l’essenza del mestiere del drammaturgo. Perché una storia funzioni sulla scena un buon lavoro di drammaturgia è necessario ma il pubblico non deve vederlo, deve avere la sensazione che il teatro avvenga in maniera naturale, come nella vita. I testi per il teatro sono testi con le ruote, testi che viaggiano di mano in mano e, se siamo molto fortunati, di paese in paese e di epoca in epoca e attraverso il viaggio si caricano di significati che chi li ha scritti non ha immaginato. Cosa penserebbe Shakespeare vedendosi messo in scena oggi? Allora ci si potrebbe chiedere perché non dedicarsi ad una forma di scrittura più solitaria e gratificante. Perché scrivere per il teatro è l’unico modo per vedere le storie che abbiamo immaginato prendere vita davanti a noi. Il teatro è il luogo della visione e qual è l’origine di ogni forma di scrittura, se non la visione stessa? Il laboratorio è dedicato a chiunque voglia e sperimentare la scrittura per la scena, di qualunque età e qualsiasi sia la sua esperienza.

Primo trimestre: In scena!

Scrivere per il teatro non è scrivere nel vuoto, per noi stessi o per futuri ipotetici lettori. Scrivere per il teatro significa scrivere affinché in un futuro molto vicino qualcuno metta in scena la nostra storia. Affinché ciò avvenga la nostra scrittura deve “reggere” la scena, cioè essere pensata e scritta per gli spazi, i tempi e i modi del teatro, senza mai dimenticare, però, la visione, l’immagine, il suono o l’esperienza che per primi ci hanno spinto a scrivere. Un trimestre per sperimentare suggestioni e tecniche del teatro e per cominciare a scrivere.

Secondo trimestre: Personaggi: maschere, volti, gesti, parole e ovviamente storie

Quando scriviamo per il teatro siamo tutti autori in cerca di personaggi. Non importa cosa arrivi per primo, se le voci, le parole, i gesti, i volti o le storie, alla fine i nostri personaggi dovranno essere in grado di vivere sulla scena, di parlare e di agire proprio come se fossero persone reali. Dai tipi della Commedia dell’Arte agli eroi borghesi, dallo psicodramma al teatro dell’assurdo, dal monologo al dialogo, un trimestre per imparare a dare voce ai nostri personaggi e per capire quali storie vogliamo raccontare,

Terzo trimestre: Scrivere, riscrivere, adattare: il mestiere del dramaturg

Parte del mestiere del drammaturgo consiste nell’adattare – e “adattarsi”- le proprie idee alle richieste del regista o alle necessità di produzione dello spettacolo. Spesso l’autore è chiamato a riscrivere, tagliare, rimontare la propria storia o a scrivere nella scrittura di qualcun altro adattando racconti, romanzi, poesie e via di seguito. Le possibilità della scrittura per il teatro sono infinite e spesso vengono esplorate grazie a richieste settate dalle circostanze. Un trimestre per sperimentare le diverse sfaccettature del mestiere del “dramaturg”, colui che lavora gomito a gomito con il regista per scrivere lo spettacolo sulla scena.

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