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Venerdì, 27 Novembre 2020

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Carmen_Vicinanza_Ritratto_large Carmen Vicinanza: le parole contano

Carmen Vicinanza: le parole contano

Mi chiamo Carmen Vicinanza, sono nata a Salerno, ho vissuto a Battipaglia fino ai 19 anni, quando sono venuta a Napoli a studiare Lingue straniere all’Università Orientale. In realtà, a quei tempi il mio sogno era quello di fare l’attrice. Era la fine del 1989, internet non esisteva ancora e non sapevo bene come muovermi in una città che non conoscevo ma alla quale sentivo di appartenere. Mi ricordo, che una mattina, vagando per il centro storico, sono entrata in un portone, dove c’era una scritta consorzio teatrale, o qualcosa che aveva a che fare col teatro. Ricordo che sono entrata e c’era un signore seduto a una scrivania al quale ho chiesto come potevo fare per diventare un’attrice. Io non mi ricordo chi fosse, ricordo solo che era un uomo adulto, molto adulto, che mi disse che era una cosa complicata, che avrei dovuto studiare molto ma soprattutto, se volevo fare l’attrice la prima cosa che dovevo fare era dimagrire, altrimenti non sarebbe mai stato possibile. Quelle parole mi ferirono tanto che decisi di rinunciare, se non andavo bene così com’ero, vuol dire che quella non sarebbe stata la mia strada.

Avevo totalmente rimosso questo episodio, mi è venuto in mente adesso a distanza di 30 anni. Ma è stato il primo episodio grave di sessismo in un cui sono incappata. Ci sto pensando soltanto adesso che sto scrivendo. A un ragazzo mai nessun produttore o regista avrebbe detto di dimagrire per fare l’attore. Le parole sono importanti, le parole rivelano la mentalità. Ma queste cose le ho capite tanto tempo dopo, dopo tante letture, esperienze, percorsi di autocoscienza, militanza.

Intanto la mia vita è andata avanti in maniera veloce e intensa, abbiamo occupato l’università, era il 1990, il movimento della Pantera, ho conosciuto la politica. Sono poi anche diventata attrice, ero nella compagnia di Franco Zaccaro, regista e soprattutto drammaturgo che in quegli anni era una figura importante del teatro di avanguardia e underground partenopeo. Facevamo spettacoli duri, cattivi, racconti ironici di tragedie quotidiane, denunce molto forti, parlavamo di Scampia e delle periferie molto prima di tanti, prima dei figli del Bronx, di Arrevuoto, del rinascimento culturale. Militavamo nei centri sociali, il Tien’a Ment, Officina 99, siamo stati al Festival del Cinema di Venezia con un corto girato al DAMM interamente in pellicola dove non si poteva sbagliare una battuta perché c’erano soltanto 11 minuti di pellicola.

Sembra che io stia parlando di un’altra epoca, a pensarci bene, lo era, era un altro millennio, la tecnologia era qualcosa di ancora sconosciuto alle masse. Ho fatto parte di un gruppo folk, suonavo per strada, nei locali, nelle piazze. Poi mi sono laureata, sono andata in India, da sola con la mia Lonely Planet e il mio zaino e lì ho capito che non volevo più essere un’attrice, volevo viaggiare, non mi sentivo un’artista. Mi sono ritrovata altre volte su un palcoscenico e anche su un set, ma sapendo che la mia strada non era quella. Sono stata regista, direttrice di scena, finché non è arrivato il mio attuale lavoro, quello di ufficio stampa, nel 2000 a Roma, nello studio di Roberto Begnini che curava la comunicazione di tutte le mostre più importanti dell’anno del Giubileo, Mercati di Traiano, Galleria Nazionale, Villa Medici, Palazzo delle Esposizioni, Istituto Nazionale della Grafica e innumerevoli altri luoghi di rinomanza culturale.

Sono tornata a Napoli dopo un anno e mezzo perché è qui che volevo vivere e mi sono messa in proprio. Ho lavorato con produzioni teatrali private, col Mercadante, in vari festival internazionali, di cinema, archeologia, filosofia, curato mostre, spettacoli, eventi vari, e tante, tante altre cose. Ho anche collaborato con varie riviste cartacee e online. Sono la presidente dell’Associazione culturale Officine Vonnegut di cui fanno parte anche Peppino Mazzotta, Monica Vicinanza, Annachiara Iannone, Igor Esposito, Ivana Maione, Francesco Giordano. Un gruppo di professionisti di differenti settori per curare, progettare e realizzare eventi culturali, che vanno dal graphic e web design al teatro, alla letteratura, al cinema, all’arte in tutte le sue forme. Dall’organizzazione, alla comunicazione, alla veicolazione di idee, contenuti, sogni, metafore.

Ho accolto l’avvento dei social senza remore, mi sono specializzata in media management, ho ampliato la sfera delle competenze e delle conoscenze, perché l’unica cosa che non mi stanca è sperimentare, conoscere cose nuove, stimolare l’intelletto. E poi credo che l’unica cosa che io riesco fare è comunicare e la comunicazione cambia forma e modalità e bisogna adeguarcisi. Ho iniziato a lavorare col sociale, con la filosofia, i miei ambiti di interesse sono i diritti civili, la cultura, e soprattutto le donne. Sono transfemminista intersezionale.

Sono redattrice di un blog collettivo che si chiama MAI Menti Altamente Infiammabili e del mio blog personale #unadonnalgiorno, nato per cimentarmi nei social e diventato poi un vero e proprio archivio di storie di donne di ogni epoca e paese, che probabilmente, prima o poi diventerà una pubblicazione. Ho già ricevuto stimoli e proposte a riguardo, ma intanto scrivo e vado avanti a fare quello che mi piace. Il mio lavoro è precario, instabile, non ho garanzie per il futuro, ma cerco di fare ogni giorno ciò che mi fa stare bene. Ho imparato a dire di no ai progetti o alle persone che non rispetto. Cerco di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, per me e me soltanto. Non sono ricca, non lo sarò mai, a meno che non vinca una lotteria che non gioco, quindi è molto improbabile, ma sono libera e cerco di vivere ogni giorno con l’idea che mi ero fatta di me quando ero bambina, senza dovermi pentire di scelte, parole e comportamenti. Non sempre ci riesco, ma ci provo. E, soprattutto, mai più nella vita ho consentito a qualsiasi persona di dirmi quanto devo pesare, cosa devo dire e come vestirmi o comportarmi.

Carmen Vicinanza
Ufficio Stampa, Social Media Manager, Blogger
 
29-30 settembre 2020 
PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Info per partecipare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

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